“VII edizione” Salviamo Cisterna Regina

RCHEOCLUB D’ITALIA” REGINA  ELEONORA D’ANGIO’ CORTE DI GUARDIA-MALPASSO”

L’Archeoclub D’Italia , Associazione per la salvaguardia, tutela valorizzazione dei beni culturali, Ente Morale Onlus , a Belpasso è stato costituito nel 2002 a cura della presidente e consigliere nazionale Maria Rosa Vitaliti, con due obiettivi principali la tutela e restauro dell’altarino Cisterna Regina, e fare dichiarare dall’Unesco il Palazzo Bufali monumento messaggero di una cultura di pace; il secondo progetto è stato realizzato l’anno scorso, il Palazzo Baronale Bufali è stato dichiarato dall’Unesco Monumento per una Cultura di Pace, resta da attuare il secondo progetto,

la tutela , la messa in sicurezza ed il restauro dell’altarino “ Cisterna Regina, e per non fare dimenticare questo sito storico, a suo tempo segnalato dal compianto Venerando Bruno, l’associazione organizza delle manifestazioni. Giorno 9 Settembre, l’archeoclub d’Italia “ Regina Eleonora D’Angiò, nell’ambito della festa della Parrocchia Maria SS.ma della Guardia e con il Patrocinio del Comune di Belpasso e della parrocchia “ organizza la VII edizione di “Belpasso sta perdendo la memoria, salviamo l’altarino cisterna regina” con il corteo storico Eleonora D’angiò, e gli sbandieratori” Rione Stella Aragona” . Il corteo partirà da piazza S. Giuseppe alle ore 19 percorrerà la via Vittorio Emanuele III , piazza Stella Aragona dove sarà rievocata la presenza a Malpasso della Regina Eleonora D’Angiò nella contrada omonima, Cisterna Regina.

Il presidente e consigliere nazionale
Maria Rosa Vitaliti

La prof.ssa Dora Marchese intrattiene gli archeoclub di Catania e Belpasso

sulle tragedie che si svolgeranno a Siracusa ” Sette contro Tebe” di Eschilo e ” Fenice” di Euripide.

logo Archeoclub Italia

ARCHEOCLUB– In un Auditorium gremito di soci e di amici dell’ArcheoClub di Catania e di Belpasso, presieduti da Giusi Liuzzo e Maria Prof.ssa Dora MarcheseRosa Vitaliti, la Prof.ssa Dora Marchese ha tenuto una conferenza sulle tragedie “Sette contro Tebe” di Eschilo e “Fenicie” di Euripide, attualmente in scena presso il Teatro Greco di Siracusa in occasione della 53a edizione della fortunata rassegna organizzata dall’INDA. Nel 2017 si celebra il 2750°anniversario della fondazione di Siracusa e pertanto la Fondazione Inda ha voluto incentrare la stagione proprio sulla “polis”, sul rapporto inscindibile tra la città e il suo teatro, intitolando la rassegna “Il teatro e la città”. È per questo, ha spiegato la Marchese, che sono state scelte due tragedie di argomento simile ma scritte, in realtà, a circa quarant’anni di distanza l’una dall’altra. E mentre I Sette contro Tebe hanno avuto ben tre rappresentazioni (1924, 1966 e 2005), le Fenicie sono state messe in scena nel lontano 1968. Ma oltre a questi dati la distanza tra i due testi è legata proprio al momento storico della loro composizione e, soprattutto, alla loro “paternità”.

Definito da Gorgia da Lentini “dramma pieno di Ares”, i Sette contro Tebe secondo Aristofane avrebbero insegnato agli ateniesi il coraggio guerriero. Ma il dramma che porta al fratricidio di Eteocle e Polinice vuole essere per il regista Marco Baliani in primis una riflessione sulla guerra, i suoi orrori e la sua insensatezza. Tebe come Monsul, Aleppo o Sarajevo. La frattura tra i due figli di Edipo, seguiti dagli altri valorosi eroi argivi e tebani, è riproposta in modo più complesso da Euripide nelle Fenicie (dal coro delle donne che si trovano ad assistere involontariamente all’aspro conflitto) dove compaiono gli altri attori della saga dei Labdacidi: Giocasta, Edipo, Tiresia, Creonte, Meneceo, Antigone. Una trama lunga e articolata quella in cui Euripide, dissacratore ed eversore lontanissimo dai tratti eschilei, ribalta i ruoli e il significato dei Sette, sottolineando l’orrore a cui può portare l’egoismo, la sete di potere, il desiderio di vendetta, la mancanza di pietas, l’orgoglio cieco.
Due testi – ha concluso dora Marchese – diversi ma di forte impatto emotivo, due storie che oggi come allora scuotono, graffiano, fanno riflettere sul ruolo dei sentimenti, sui doveri delle comunità sul valore della pace e della concordia.

Maria Rosa Vitaliti
Presidente  e consigliere nazionale Archeoclub Area Paesi dell’Etna

Le meraviglie delle ceramiche di Caltagirone

Dott.ssa Alessandra FotiNell’ambito degli incontri culturali  organizzati dai presidenti  dell’archeoclub di Catania, Giusi Liuzzo e di Belpasso , Maria Rosa Vitaliti, presso l’auditorium della scuola Pizzigoni, è stata ospitata la dottoressa Alessandra Foti, presidente  del Gal Kalat  di Caltagirone, appassionata  divulgatrice di storia  della ceramica  calatina.  Durante la conferenza la relatrice ha illustrato , con il supporto  di interessanti proiezioni, opere ceramiche  che vanno dalla preistoria ai nostri giorni. Genesi  e sviluppo  di una forma d’arte  che fonde in se abilità artigianale  e creatività artistica, sia nella   sua funzione  d’uso quotidiano ma anche  come veri gioielli d’arte scultorea e pittorica. I Presenti hanno potuto apprezzare  come la che adornano  la città di Caltagirone, nei loro storici  giardini , divani in pietra, scolpiti con raffinati capitonnè, accolgono visitatori che giungono da ogni parte del mondo. I numerosi soci hanno ringraziato la dottoressa Alessandra Foti  per averli accompagnati  in questo piacevole percorso culturale tra barocco, e liberty, ceramica e storia, gastronomia, immersi nella natura  rigogliosa ed incontaminata  del distretto culturale  del Sud-Est della Sicilia , dichiarato dall’UNESCO, patrimonio dell’Umanità.

Maria Rosa Vitaliti
Presidente  e consigliere nazionale Archeoclub Area Paesi dell’Etna

La Sicilia da valorizzare