Archivi categoria: ArcheoClub

Segnalazione alle Istituzioni competenti

per la tutela della zona archeologica di contrada Grammena in territorio di Belpasso.

logo Archeoclub Italia

Archeoclub –Belpasso- La presidente e consigliere nazionale dell’archeoclub d’Italia “ Regina Eleonora D’Angiò”, sede di Belpasso, Maria Rosa Vitaliti , nella qualità di Ispettore Onorario ai Beni culturali nel territorio di Belpasso ,nominata con Decreto dell’ass.re regionale dei beni culturali N.546, nell’ambito dei controlli ai beni del territorio , giorno 16-01.2019 , si è recata in contrada Grammena, territorio di Belpasso, nell’area relativa alla basilica ed edificio rurale di epoca tardo romana, portati alla luce con gli scavi condotti dalla soprintendenza di Catania e pubblicati nel 2007 su “ Fasti online”, constatando il completo abbandono dei luoghi con segni evidenti di scavi clandestini vicino alla basilica citata.( f.to 1-2-3) con altri micro scavi nei dintorni, l’Ispettore ha riscontrato anche la totale scomparsa delle protezioni sopra gli scavi effettuati dalla soprintendenza e la scomparsa del la rete di recinzione che tuteli la zona archeologica. 

Mi preme ricordare che la zona è sottoposta a vincolo con D:D:S n.8836 del 27-11- 2008 da parte della Regione Siciliana , art.1e censita al catasto del comune di Belpasso, Continua la lettura di Segnalazione alle Istituzioni competenti

Catania”il terremoto del 1693: la catastrofe e la rinascita”

Nell’ambito del programma di attività culturale svolta dell’ArcheoClub di Catania, presso l’auditorium della scuola “Pizzigoni” di via Siena si è tenuta un’interessante conferenza dal titolo “Il terremoto del 1693: la catastrofe e la rinascita” a cura del dr. Salvo De Luca, giornalista, scrittore ed etnostorico. La circostanza ha riportato i numerosi intervenuti indietro nel tempo quando 326 anni fa la Sicilia orientale rimase schiacciata da una formidabile sciagura che provocò la morte di oltre 60.000 siciliani e la distruzione di numerosi centri abitati tra cui Catania. I tragici effetti sul territorio, i personaggi che si adoperarono per soccorrere i superstiti, il piano della ricostruzione sono stati gli argomenti trattati con dovizia di particolari dal relatore che, per l’occasione, ha letto alcune parti del suo ultimo libro, un romanzo storico dal titolo “Sciaredda” ambientato proprio nei giorni di quella spaventosa catastrofe. Insieme a lui, alcuni attori della compagnia teatrale ’U Tuppetturu, diretta da Daniela Maglia, che hanno interpretato una scena tratta dalla versione teatrale di “Sciaredda”, scritta sempre da De Luca, rappresentata lo scorso anno con ben tre repliche.
«È stato davvero emozionante rievocare anche attraverso l’azione scenica una parte così drammatica del nostro passato – ha dichiarato Giusi Liuzzo, presidente di ArcheoClub Catania –; certamente si è trattato di un’esperienza che ci ha profondamente toccato e di questo devo ringraziare il dr. De Luca e i bravissimi attori Daniela Maglia, Alfio D’Agata e Bernardo Cosentino che ci hanno regalato autentiche emozioni».

Il culto mariano in Oriente e Occidente

a cura della professoressa Anna Maria Marletta Panebianco

ARCHEOCLUB – Nell’ambito delle conferenze organizzate dalla presidente dell’archeoclub d’Italia , prof,ssa Giussi Liuzzo giorni fa ha presentato la prof,ssa Anna Maria Marletta Panebianco che ha parlato  “Del culto mariano in oriente e occidente. Il culto di Maria , ha evidenziato la relatrice, risale a Costantino il Grande che nel 330 consacrò alla Madonna Bisanzio, la nuova Roma. Grande importanza ebbe la madre di Dio nella civiltà mondiale perché le varie nazionalità che governavano l’Impero sentivano il bisogno di una sola fede e poiché Maria era il fulcro di questa fede, il suo culto si propagò in Europa, Asia e Africa. Maria è soprattutto Ausiliatrice perciò è frequente l’invocazione alla Madonna non solo in campo religioso, ma anche laico: ne sono prova i sigilli della vita militare, civile e commerciale. La sfragistica militare è sorta in seguito ad una legge imperiale che designava l’esercito con il nome di Sante Legioni, dato che si combatteva non solo per l’Impero, ma anche per la chiesa.