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Chiese aperte di Belpasso

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Domenica 12 Maggio, nell’ambito della XIX  manifestazione  nazionale “ Chiese Aperte” promossa dalla sede Nazionale Archeoclub D’Italia e patrocinata dall’Ufficio Nazionale per i beni Culturali Ecclesiastici della segreteria generale della CEI, conferenza  episcopale  italiana, il presidente della sede locale archeoclub di Belpasso e consigliere nazionale Maria Rosa Vitaliti, insieme ad una delegazione dei soci del sodalizio culturale, Loredana Milazzo, Maria Grazia Pitrè, Maria Caruso, Giovanna Scarpignato, Valeria Conti, in collaborazione con il Comune di Mascalucia  nella persone del Commissario Straodinario , avv.to Fulvio Manno e della dott.ssa Mariella Pesce responsabile della biblioteca di Mascalucia,  ha illustrato ai numerosi visitatori il Tempio di Sant’Antonio Abate al Cimitero, un antico tempio all’interno del cimitero di Mascalucia la cui date risale ai primi secoli del Cristianesimo. Risalendo la sua architettura  ad epoca anteriore alla venuta dei Saraceni ( anno 827), in origine e per lungo tempo deve essere stato sotto la giurisdizione  dei P.P Benedettini ed in seguito  appartenne all’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani. Della manifestazione la presidente Maria Rosa Vitaliti sottolinea  che “ la nostra presenza in questo tempio vuole testimoniare come l’Archeoclub D’Italia , movimento che si batte da 40 anni per la valorizzazione del patrimonio culturale del Paese, aprendo con i nostri volontari  le porte  di chiese, oratori, abbazie, cripte e pievi di solito chiusi o in stato di abbandono e quindi sottratti alla fruizione dei cittadini , un’occasione d’oro  per riscoprire le antiche radici della nostra civiltà e le sue forme artistiche più suggestive e potere colloquiare con le comunità ecclesiali del nostro territorio e rafforzarne un’intesa”.

La Presidente  della sede Archeoclub di belpasso e Consigliere Nazionale Archeoclub Italia .

Chiese aperte

L’ARCHEOCLUB D’ITALIA SEDE DI BELPASSO IL 13 MAGGIO  HA GUIDATO I VISITATORI A CONOSCERE LA BASILICA TARDO BIZANTINA A VALCORRENTE

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BELPASSO – L’archeoclub D’Italia sede di Belpasso, nell’ambito della XVIII manifestazione nazionale “ Chiese aperte “ sotto l’alto Patrocinio del Ministero dei beni Culturali e della Chiesa Cattolica Italiana, ha fatto visitare la Basilica tardo Bizantina, segnalata alla Soprintendenza dall’appassionato del territorio, il compianto Venerando Bruno, la cui moglie Veneranda presente quel giorno ha spiegato ai visitatori le ricerche del marito. Ai lettori ricordiamo che contrada  Grammena zona di Valcorrente territorio di Belpasso, dopo la segnalazione di Bruno la Soprintendenza ai BB.CC.AA di Catania nel 2007 ha condotto degli scavi con la direzione tecnica  della dott.ssa Maria Turco e la collaborazione delle dott.sse Elisa Bonacini e Lucia Arcifa.

Detti scavi hanno portato alla luce , nell’area di un preesistente insediamento  rurale di età ellenistica (IV-II sec.a.C), una grande fattoria romana, conservata solo a livello di muri di fondazione, caratterizzata da molteplici fasi di vita  dal III al VII sec.d.C.In età tardo-bizantina(tra VIII e gli inizi del IX sec., laddove sorgeva la fattoria, fu costruita una basilica tardo bizantina modificata a pianta longitudinale con tre navate divise da pilastri e nartece frontali che fu modificata tra XIV e XV secolo, quando venne abbassato il piano pavimentale, nel secolo XVI-XVII venne abbandonata e trasformata in un amorfo deposito di pietrame fino al 2007., anno degli scavi.

La presidente Archeoclub di Belpasso
Maria Rosa Vitaliti

BELPASSO – Scavi a Valcorrente

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Gli scavi condotti dalla Soprintendenza ai BB.CC.AAA di Catania nel 2007, con la direzione tecnica  della dott.ssa Maria Turco e la collaborazione delle dott.sse Elisa Bonacini e Lucia Arcifa, hanno portato alla luce , nell’area di un preesistente insediamento  rurale di età ellenistica (IV-II sec.a.C), una grande fattoria romana, conservata solo a livello di muri di fondazione, caratterizzata da molteplici fasi di vita  dal III al VII sec.d.C.In età  tardo-bizantina(tra VIII e gli inizi del IX sec., laddove sorgeva la fattoria, fu costruita una basilica tardo bizantina modificata a pianta longitudinale con tre navate divise da pilastri e nartece frontali che fu modificata tra XIV e XV secolo, quando venne abbassato il piano pavimentale, nel secolo XVI-XVII venne abbandonata e trasformata in un amorfo deposito di pietrame.

Denominazione della Chiesa: Basilica tardomedievale identificata con la “Ecclesia Ss.Marie et Petri de Passu apud Vallem currentem,ricadente apud Castrum Paternionis eiusdem diocesis.

Ubicazione: Contrada Grammena  a Valcorrente territorio di Belpasso.
Orario visita: ore 10.30/ 12.00

Il Presidente  della sede Archeoclub Italia di Belpasso
Maria  Rosa Vitaliti