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Incontro con il Presidente Nazionale Archeoclub d’Italia

Il presidente dell’associazione Italia Nostra sezione di Catania ha illustrato agli alunni della scuola N.Martoglio, socio iuniores archeoclub, i Bastioni sopravvissuti di Catania.

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ARCHEOCLUB DI BELPASSO– Nell’ambito degli incontri culturali organizzati   dall’Archeoclub di Belpasso ,la presidente e consigliere nazionale, Maria Rosa Vitaliti, ha introdotto l’architetto Antonio Pavone, già funzionario della Soprintendenza ai BB.CC.AA sia di Siracusa che di Catania, e presidente  dell’Associazione Nazionale” Italia Nostra” , sezione di Catania, che ha parlato delle “ Sopravvivenze di strutture difensive  della città di Catania: un monumento diffuso”.

L’Architetto Antonio Pavone, con il supporto di efficaci immagini della cartografia storica della città,  rivolto a tutti ai numerosi  presenti in particolare agli alunni , soci iuniores  archeoclub, della scuola media statale N. Martoglio, scuola, che grazie alla sensibilità della preside Anna Spampinato , che ci ospitato nell’aula conferenze, ha illustrato gli aspetti generali della tematica di salvaguardia e recupero del complesso  patrimonio storico  con proiezione di documenti  di dettaglio della cartografia e con immagini fotografiche dell’esistente. Il relatore, preliminarmente ha accennato  al valore d’insieme di strutture che  per secoli hanno avuto la funzione di difesa della città da parte di armati attaccanti. Le parti sopravvissute agli interventi di urbanizzazione, specie dopo il terremoto del 1693, sono sparse lungo quello che per secoli è stato il perimetro della città( in gran parte coincidente con il perimetro della città storica). L’architetto Antonio Pavone  espone ai presenti alcune fasi cronologiche che si riferiscono alle strutture in quanto non dimentichiamo che un sistema di difesa comporta dei frequenti adeguamenti all’evoluzione delle strategie di attacco e della stessa variazione di estensione  dell’abitato da proteggere. (A Roma  ci sono  ancora visibili  numerosi circuiti  per proteggere  vari nuovi ampliamenti  della città). Supportato dalle immagini, il relatore  descrive le mura medievali, quelle di Carlo V di Spagna e ad opera dell’architetto Antonio Ferramolino ,della metà del 500, e quelle del “ vecchio fortino” del 1672, la  porta intitolata al vicerè duca di  Uzeda,  sopra  questo tratto  di mura vennero edificati il seminario arcivescovile  ed il palazzo  dei Chierici che si affaccia sulla Piazza Duomo ( realizzate  a seguito dell’eruzione lavica del 1669. Le parti più conservate, ha sottolineato il relatore, sono quelle sulla costa, da dove spesso venivano gli attacchi dei pirati barbareschi specie dal sedicesimo al diciannovesimo secolo, numerosi  porzioni sono , i “Baluardi del Tindaro”, sul cui tratto si addossava il complesso monastico di San Nicolò l’Arena, del “ Santo Carcere”, addossato  alla chiesa di Sant’Agata, il Bastione degli “ Infetti” , che si trova  in via Torre del Vescovo, di Sant’Euplio, di San Giovanni, oggi  inglobati  agli edifici su di essi costruiti, nonché quelli di difesa del Castello Ursino sulla costa , il  Bastione  di San Giorgio e Santa Croce andati distrutti( recentemente liberate dalla colata lavica  del 1669 e per il quale si auspica il proseguimento dello scavo del “ Bastione di San Giorgio”.   A conclusione della conferenza, l’arch. Antonio Pavone, rivolto soprattutto agli alunni, ha messo in evidenza come Italia Nostra, suggerendo specifici interventi di salvaguardia,  è impegnata allo studio allo studio di questo che possiamo considerare unico grande monumento diffuso.
MARIA ROSA VITALITI
PRESIDENTE SEDE DI BELPASSO E CONSIGLIERE NAZIONALE

ArcheoClub Belpasso

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BELPASSO – La presidente dell’Archeoclub sede di Belpasso e consigliere nazionale, Maria Rosa Vitaliti, ha aperto l’anno sociale 2013-2014 nei locali della scuola media statale Nino Martoglio grazie alla disponibilità della dirigente , prof.ssa Anna Spampinato, con la conferenza a cura del prof.re Giuseppe Sperlinga, Cutgana Università di Catania e presidente dell’associazione “ Stelle e Ambiente sul tema “ La grande eruzione dell’Etna del 1669” con la collaborazione dell’archeologo  dott. Iorga Prato. Il relatore ,prof.re Giuseppe Sperlinga, supportato da diaporama ha illustrato agli alunni e pubblico presente nell’aula scolastica, l’eruzione del 1669 sottolineando come sia stato l’evento più distruttivo in epoca storica sull’Etna, durante il quale, in quattro mesi furono eruttati circa 600milioni di metri cubi di lava con un campo esteso di 40 chilometri quadrati  e una lunghezza di 17Km.

Facendo un rapido exursus dei periodi storici delle eruzioni dell’Etna a partire  di quella del 396 a.C a tutte le altre che si sono succedute , il prof. G. Sperlinga ha sottolineato  che da un punto di vista storico  l’eruzione del 1669 è stato l’evento  che più di ogni altro ha inciso sulla storia urbanistica  del versante meridionale dell’Etna, in quanto mutando l’assetto del territorio ne condizionò le linee di sviluppo dell’abitato nei secoli successivi influendo anche sulle attività produttive ed economiche. Così mentre il relatore G.Sperlinga ha esposto  le diverse grotte laviche nel nostro territorio , in dettaglio delle grotte di Belpasso e dintorni spiegandone  la morfologia : da flusso  e da collasso, tra cui la grotta “Taddarita” di Belpasso, la grotta  D’Angela, la grotta di Sciara Galifi, la grotta di Mezzasciara, la gotta delle Palombe , la grotta Piscitello. Alla descrizione  dal punto di vista speleologico , biologico, cioè le forme di vita che abitano queste grotte, l’archeologo, Iorga Prato ha illustrato l’aspetto archeologico delle colate laviche dell’Etna succedutosi nella storia,  evidenziando quella dell’ipogeo di “ Campanarazzu” rovine dell’antica Misterbianco . Gli ambienti sepolti dalla lava del 1669, spega l’archeologo Iorga Prato,a tutt’oggi conosciuti e visitabili sono: i resti della Cappella  della Madonna delle Grazie e la Cappella del Crocifisso. La Cappella della Madonna delle Grazie si trova  sulla parte nord  della Chiesa Madre ( dedicata a Santa Maria de Monasterio Albo, citata in alcuni documenti trecenteschi, in quelli cinquecenteschi citata sotto il titolo  di Santa Maria Delle Grazie), mentre la Cappella del Crocifisso si trova sulla parte sud della Chiesa Madre. Secondo voci non confermate pare che esistano altri ambienti di cui uno di questi conserva  l’affresco  della Madonna. Hanno concluso la conferenza i due relatori, G.Sperlinga e l’archeologo Iorga Prato, augurandosi  che quanto prima vengano effettuati altri scavi  per scoprire questi ipogei  affinchè l’area contrada “ Campanarazzu” possa diventare un parco archeologico alle porte di Misterbianco.

Maria Rosa Vitaliti, presidente  Archeoclub Belpasso

Chiese aperte di Belpasso

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Domenica 12 Maggio, nell’ambito della XIX  manifestazione  nazionale “ Chiese Aperte” promossa dalla sede Nazionale Archeoclub D’Italia e patrocinata dall’Ufficio Nazionale per i beni Culturali Ecclesiastici della segreteria generale della CEI, conferenza  episcopale  italiana, il presidente della sede locale archeoclub di Belpasso e consigliere nazionale Maria Rosa Vitaliti, insieme ad una delegazione dei soci del sodalizio culturale, Loredana Milazzo, Maria Grazia Pitrè, Maria Caruso, Giovanna Scarpignato, Valeria Conti, in collaborazione con il Comune di Mascalucia  nella persone del Commissario Straodinario , avv.to Fulvio Manno e della dott.ssa Mariella Pesce responsabile della biblioteca di Mascalucia,  ha illustrato ai numerosi visitatori il Tempio di Sant’Antonio Abate al Cimitero, un antico tempio all’interno del cimitero di Mascalucia la cui date risale ai primi secoli del Cristianesimo. Risalendo la sua architettura  ad epoca anteriore alla venuta dei Saraceni ( anno 827), in origine e per lungo tempo deve essere stato sotto la giurisdizione  dei P.P Benedettini ed in seguito  appartenne all’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani. Della manifestazione la presidente Maria Rosa Vitaliti sottolinea  che “ la nostra presenza in questo tempio vuole testimoniare come l’Archeoclub D’Italia , movimento che si batte da 40 anni per la valorizzazione del patrimonio culturale del Paese, aprendo con i nostri volontari  le porte  di chiese, oratori, abbazie, cripte e pievi di solito chiusi o in stato di abbandono e quindi sottratti alla fruizione dei cittadini , un’occasione d’oro  per riscoprire le antiche radici della nostra civiltà e le sue forme artistiche più suggestive e potere colloquiare con le comunità ecclesiali del nostro territorio e rafforzarne un’intesa”.

La Presidente  della sede Archeoclub di belpasso e Consigliere Nazionale Archeoclub Italia .