Archivi categoria: ArcheoClub

L’esistenza dell’apicultura attraverso i secoli

Catania –  Nell’ambito delle conferenze organizzate dall’archeoclub d’Italia  di Catania , la presidente  Giusi Liuzzo  ha presentato. Santi Longo, già ordinario di Entomologia agraria nell’Università degli Studi di Catania, per parlare di archeoapicultura.. Nella “grotta del ragno”, “ a parlare è il relatore Santi Longo”, nei pressi di Valencia, in Spagna, si trova la raffigurazione, datata 6.000 a. C., dell’uomo delle liane che preleva i favi di api selvatiche, con modalità simili a quelle adottate, alle soglie del 2.000, in Nepal, dagli indigeni per predare i favi dell’ape gigante (Apis dorsata). L’apicoltura, intesa quale allevamento delle api, ha avuto origine nell’altopiano Anatolico, in Mesopotamia e nella fascia Siro Palestinese, da dove, i Fenici la diffusero con i loro commerci. Continua la lettura di L’esistenza dell’apicultura attraverso i secoli

Un viaggio nel paese di S.MICHELE DI GANZERIA

CHE UN TEMPO FU UNA COMUNITA’ ARBERESKE

ARCHEOCLUB D’ITALIA –  nell’ambito delle conferenze  sulla conoscenza del territorio della Sicilia, la presidente dell’archeoclub “ Regina Eleonora D’Angiò “ sede di Belpasso  e Consigliere Nazionale, Maria Rosa Vitaliti , nella sala convegni della scuola media N.Martoglio di Belpasso, ha  invitato  a relazionare sul tema “ Un viaggio  nel paese  che un tempo  fu una comunità Arbereske” la dott.ssa Patrizia Masuzzo, presidente dell’Archeoclub d’Italia di San Michele di Ganzaria. Continua la lettura di Un viaggio nel paese di S.MICHELE DI GANZERIA

La storia del cinema muto a Catania

Una nuova, certosina e appassionata, ricerca di Franco La Magna
A cura dell’archeoclub di Belpasso e Catania

In che anno e dove avvenne la prima proiezione cinematografica a Catania? E chi furono i primi esercenti-ambulanti di quella che Nino Martoglio definisce dalle colonne del suo periodico la “strabiliante meraviglia”? Quando nasce l’esercizio stabile (sale, arene) e prende il via un’ancora primitiva stampa “specializzata”? Quali sono i primi film d’ambiente catanese e chi sono i primi soggettisti e sceneggiatori? Chi era Gioacchino Vitale De Stefano, che 1908 tenta di fondare nel capoluogo etneo una “fabbrica di negativi cinematografici”? E Alfredo Alonzo, il “re dello zolfo”, perché e quando crea a Cibali (un quartiere della città) la più importante casa di produzione cinematografica isolana, l’ “Etna Film”, clamorosamente fallita  in meno di tre anni? Quali e quanti film girano l’ “Etna Film” e le altre case sorte negli stessi anni “Katana Film”, “Sicula Film” e “Jonio Film”?    Chi sono i registi e gli attori? C’è davvero di tutto in quest’appassionato e accattivante lavoro di Franco La Magna, storico del cinema e critico cinematografico catanese, dal titolo misterioso (chiarito da un inequivocabile sottotitolo) “La sfinge dello Jonio. Catania nel cinema muto (1896-1930)”, Algra Edizioni di Viagrande (Catania) 2016, pp. 356, € 25,00 corredato da un prezioso e raro apparato iconografico, che svela con dovizia d’informazioni tutti i “misteri” dell’avventurosa storia del cinema muto a Catania, seguendone i protagonisti anche al di fuori dei confini isolani, per fornire al lettore per la prima volta – come scrive nella prefazione Aldo Bernardini (il maggiore studioso del cinema muto italiano) – un quadro “nuovo e ricco di scoperte illuminanti…frutto della ricerca su fonti d’epoca finora poco esplorate”, seguendo una metodologia “che a differenza di contributi similari…presenta caratteristiche di originalità non usuali”. Continua la lettura di La storia del cinema muto a Catania