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ArcheoClub Belpasso “conferenza”

BELPASSO– Nell’ambito degli appuntamenti mensili , sulla conoscenza , tutela  e valorizzazione del proprio territorio, la presidente  della locale sede  Archeoclub  di Belpasso e Consigliere Nazionale, Maria Rosa Vitaliti, nell’Auditorium della scuola media statale Nino Martoglio, ha presentato ai numerosi alunni e rispettivi genitori, docenti, soci e la preside Anna Spampinato( nella foto con il relatore , prof. Domenico, Chisari, e la pres. Maria Rosa Vitaliti), l’assessore alla cultura , Barbara Laudani, il prof.. Domenico Chisari che, supportato da diapositive, ha illustrato “ Le Salinelle: beni archeologici, scientifici ed ambientali del nostro territorio, conoscere per tutelare”. Il relatore, Prof. Domenico Chisari, dopo avere fatto   un exursus fotografico sulle Salinelle di S. Marco di Paternò, di San Biagio, a sud-est di  Belpasso, in contrada Vallone Salato, le Salinelle del Fiume, ha spiegato che sono orifici di origine vulcanica. Le Salinelle di San Biagio sono piccoli coni con emissioni di vapore acqueo in ebollizione misto a terra e fanghi, ricchi di  sali di sodio , magnesio ed idrocarburi . L’elevata salinità  delle acque e fango emesse comporta un paesaggio con assenza di vegetazione.Le salinelle di Paternò, a differenze  delle Salinelle di San Biagio di Belpasso, sono più estese.   Secondo alcuni studiosi , la genesi di questi vulcanetti  è quella di natura  magmatica. Il  riscaldamento  prodotto sulle acque delle falde profonde, insieme ai gas  che si liberano dal magma  in raffreddamento sarebbe la causa primaria della risalita  delle acque che, divenute più leggere , s’incanalano nelle spaccature ( o faglie)  fino a raggiungere la superficie. In molti , inoltre hanno notato che questi fenomeni , con getti d’acqua che raggiungano alcuni metri d’altezza, si verifichino in concomitanza con l’attività eruttiva dell’Etna.   Secondo studi e testimonianze antiche, sottolinea il prof. Domenico Chisari,  pare che il fango delle Salinelle abbiano proprietà terapeutiche, infatti nel passato venivano utilizzate per curare sia l’uomo che gli animali  per distorsioni , cicatrizzazioni  di ferite, patologie di tipo reumatico . Le Salinelle del fiume  Simeto , continua il relatore, differenziano da quelle di San Biagio e di Paternò , perché sono  caratterizzati  dai microvulcanetti  che emettono grande quantità di ossidi di ferro, ricoprendo   il suolo  di una colorazione   rosso-sangue. IL prof. Domenico Chisari conclude la sua video conferenza sottolineando come  tutte e tre le Salinelle hanno ospitato insediamenti umani fin dai tempi della preistoria. Da vari scritti si evince che in queste manifestazioni i popoli preistorici riconoscevano la materializzazione di divinità, citate dallo storico greco di Agira Diodoro Siculo, vissuto tra Cesare  ed Augusto, che nell’XI libro della sua biblioteca storica  scrive” per prima cosa vi sono crateri che (…..) emettono sorgenti impetuose  da un’indicibile profondità(….); l’emissione  delle acque è così stupefacente  da sembrare che l’avvenimento sia dovuto ad una forza divina”¸ ed ancora il canonico Giuseppe Recupero, nella Storia naturale e generale dell’Etna , descrive le Salinelle come” piccole fontane che sembrano a prima giunta di una natura assai strana e meravigliosa(….) così sorprendenti , che se mi fosse lecito, vorrei chiamarle con un nuovo e specioso titolo Vulcani d’acqua”.
Il Presidente sede locale di Belpasso
Giornalista Maria Rosa Vitaliti