ArcheoClub – Passeggiata studio

La presidente dell’archeoclub di Belpasso,  Maria Rosa Vitaliti, nell’ambito delle passeggiate – studio, sabato mattina ha guidato un numeroso gruppo di Sicilia antica di Mascalucia, con Nunzio Condorelli, Francesco Zappalà ed altri  e soci archeoclub, Orazio Fogliani , a visitare i ruderi di Fenicia Moncada e la basilica  tardo medievale  a Valcorrente, contrada Grammena del territorio di Belpasso e nel quartiere di Piano Tavola.
Fenicia Moncada è la località dove si è recato il popolo di Malpasso dopo la sua distruzione , insieme ad altri paesi etnei , con l’eruzione del vulcano Etna nel 1669; popolo che , dopo essere stato decimato dalla malaria per i luoghi paludosi si è si è  allontanato definitivamente dopo il terribile terremoto del 1669, recandosi definitivamente nella attuale Belpasso. Camminando ancora nella zona . La passeggiata continua verso la “ basilica tardo medievale” le cui indagini archeologiche, su segnalazione del compianto Venerando Bruno,  condotte nel 2007  seguite  dalla dott.ssa  E.Bonacini  con la direzione  tecnica  della dott.ssa M Turco della soprintendenza ai BB.CC.AA di Catania, hanno portato alla luce , in un’area di preesistente insediamento rurale di età ellenistica ( IV-II scl.a.C)una grande fattoria romana caratterizzata da molteplici fasi di vita dal II al VII sec.d.C. Infine in età tardo-bizantina,tra l’VII e gli inizi del IX sec.d.C, laddove sorgeva la fattoria romana fu costruita una basilica a pianta longitudinale con tre navate divise da pilastri e nartece frontale. Basilica successivamente modificata per poi essere abbandonata  e trasformata  in un deposito di pietrame. Ebbene , il gruppo,trovando il recinto  attorno alla basilica manomesso, recatosi a visitare la basilica si è accorto che ,in uno degli scavi condotti dalla soprintendenza ci sono segni evidenti di tentativi  di scavi abusivi, di cui subito la presidente dell’archeoclub, Maria Rosa Vitaliti, ha segnalato alla soprintendenza, all’archeoclub nazionale di Roma ed al sindaco di Belpasso, chiedendo la video sorveglianza per il sito.

Presidente Archeoclub Belpasso e Consigliere Nazionale
                               Maria Rosa Vitaliti

ArcheoClub Belpasso “conferenza”

BELPASSO– Nell’ambito degli appuntamenti mensili , sulla conoscenza , tutela  e valorizzazione del proprio territorio, la presidente  della locale sede  Archeoclub  di Belpasso e Consigliere Nazionale, Maria Rosa Vitaliti, nell’Auditorium della scuola media statale Nino Martoglio, ha presentato ai numerosi alunni e rispettivi genitori, docenti, soci e la preside Anna Spampinato( nella foto con il relatore , prof. Domenico, Chisari, e la pres. Maria Rosa Vitaliti), l’assessore alla cultura , Barbara Laudani, il prof.. Domenico Chisari che, supportato da diapositive, ha illustrato “ Le Salinelle: beni archeologici, scientifici ed ambientali del nostro territorio, conoscere per tutelare”. Il relatore, Prof. Domenico Chisari, dopo avere fatto   un exursus fotografico sulle Salinelle di S. Marco di Paternò, di San Biagio, a sud-est di  Belpasso, in contrada Vallone Salato, le Salinelle del Fiume, ha spiegato che sono orifici di origine vulcanica. Le Salinelle di San Biagio sono piccoli coni con emissioni di vapore acqueo in ebollizione misto a terra e fanghi, ricchi di  sali di sodio , magnesio ed idrocarburi . L’elevata salinità  delle acque e fango emesse comporta un paesaggio con assenza di vegetazione.Le salinelle di Paternò, a differenze  delle Salinelle di San Biagio di Belpasso, sono più estese.   Secondo alcuni studiosi , la genesi di questi vulcanetti  è quella di natura  magmatica. Il  riscaldamento  prodotto sulle acque delle falde profonde, insieme ai gas  che si liberano dal magma  in raffreddamento sarebbe la causa primaria della risalita  delle acque che, divenute più leggere , s’incanalano nelle spaccature ( o faglie)  fino a raggiungere la superficie. In molti , inoltre hanno notato che questi fenomeni , con getti d’acqua che raggiungano alcuni metri d’altezza, si verifichino in concomitanza con l’attività eruttiva dell’Etna.   Secondo studi e testimonianze antiche, sottolinea il prof. Domenico Chisari,  pare che il fango delle Salinelle abbiano proprietà terapeutiche, infatti nel passato venivano utilizzate per curare sia l’uomo che gli animali  per distorsioni , cicatrizzazioni  di ferite, patologie di tipo reumatico . Le Salinelle del fiume  Simeto , continua il relatore, differenziano da quelle di San Biagio e di Paternò , perché sono  caratterizzati  dai microvulcanetti  che emettono grande quantità di ossidi di ferro, ricoprendo   il suolo  di una colorazione   rosso-sangue. IL prof. Domenico Chisari conclude la sua video conferenza sottolineando come  tutte e tre le Salinelle hanno ospitato insediamenti umani fin dai tempi della preistoria. Da vari scritti si evince che in queste manifestazioni i popoli preistorici riconoscevano la materializzazione di divinità, citate dallo storico greco di Agira Diodoro Siculo, vissuto tra Cesare  ed Augusto, che nell’XI libro della sua biblioteca storica  scrive” per prima cosa vi sono crateri che (…..) emettono sorgenti impetuose  da un’indicibile profondità(….); l’emissione  delle acque è così stupefacente  da sembrare che l’avvenimento sia dovuto ad una forza divina”¸ ed ancora il canonico Giuseppe Recupero, nella Storia naturale e generale dell’Etna , descrive le Salinelle come” piccole fontane che sembrano a prima giunta di una natura assai strana e meravigliosa(….) così sorprendenti , che se mi fosse lecito, vorrei chiamarle con un nuovo e specioso titolo Vulcani d’acqua”.
Il Presidente sede locale di Belpasso
Giornalista Maria Rosa Vitaliti

ArcheoClub di Belpasso fa conoscere

agli alunni della scuolamedia N.Martoglio il castello Normanno di Adrano
BELPASSO- Nell’ambito degli incontri culturali a cura della presidente dell’archeoclub di Belpasso, Maria Rosa Vitaliti, ha presentato ai numerosi soci ed alunni, docenti , mamme e l’assessore alla Cultura di Belpasso Barbara, Tuccia  per gli amici ,Laudani,  l’architetto Nello Caruso, già direttore del museo di Adrano ed oggi dirigente della galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis di Palermo,  ha parlato dei “ I Donjios dell’area Etnea. Il castello normanno di Adrano ed il suo museo”. L’incontro, grazie alla preside  Anna Spampinato, si è tenuta nell’aula conferenze della scuola media statale  N.Martoglio di Belpasso , avendo come obiettivo  principale la divulgazione  e la conoscenza dei castelli di origine normanna presenti nell’area Etnea, con particolare riferimento a quello di Adrano, che custodisce al suo interno un interessante Museo regionale con una sezione archeologica di particolare interesse.L’arch.Nello Caruso , coadiuvato da splendide diapositive, ha presentato i castelli o donjons evidenziando le loro caratteristiche costruttive nonché le peculiarità formali e tipologiche, accostandoli per comparazione a quelli  tutt’oggi presenti nel nord Europa, e da cui sono diretta emanazione, a seguito della presenza normanna nella Sicilia dell’XI secolo. Tali edifici, sottolinea il relatore, che hanno fortemente segnato con la loro presenza fisica il nostro territorio, rappresentano, con il loro linguaggio e la loro semplice geometria, esclusiva testimonianza dell’architettura militare del periodo  normanno nel processo di incastellamento attuato a seguito della conquista, tali da essere oggi definiti come <castelli stranieri in terra italiana>” L’incontro si è concluso con la presentazione  del museo regionae di Adrano, relazionando sulle vaste collezioni presenti, che vanno dall’età preistorica, arcaica e classica  sino al periodo medievale passando per la sezione più importante del museo, quella riferita alla città del Mendolito, città indigena del VII sec.a.C. in prossimità del fiume Simeto, che ha restituito al territorio importanti reperti che oggi costituiscono l’attrattiva principale del museo adranita.
Il presidente Archeoclub sede di Belpasso e consigliere nazionale
Maria Rosa Vitaliti

La Sicilia da valorizzare