Chiese aperte

L’ARCHEOCLUB D’ITALIA SEDE DI BELPASSO IL 13 MAGGIO  HA GUIDATO I VISITATORI A CONOSCERE LA BASILICA TARDO BIZANTINA A VALCORRENTE

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BELPASSO – L’archeoclub D’Italia sede di Belpasso, nell’ambito della XVIII manifestazione nazionale “ Chiese aperte “ sotto l’alto Patrocinio del Ministero dei beni Culturali e della Chiesa Cattolica Italiana, ha fatto visitare la Basilica tardo Bizantina, segnalata alla Soprintendenza dall’appassionato del territorio, il compianto Venerando Bruno, la cui moglie Veneranda presente quel giorno ha spiegato ai visitatori le ricerche del marito. Ai lettori ricordiamo che contrada  Grammena zona di Valcorrente territorio di Belpasso, dopo la segnalazione di Bruno la Soprintendenza ai BB.CC.AA di Catania nel 2007 ha condotto degli scavi con la direzione tecnica  della dott.ssa Maria Turco e la collaborazione delle dott.sse Elisa Bonacini e Lucia Arcifa.

Detti scavi hanno portato alla luce , nell’area di un preesistente insediamento  rurale di età ellenistica (IV-II sec.a.C), una grande fattoria romana, conservata solo a livello di muri di fondazione, caratterizzata da molteplici fasi di vita  dal III al VII sec.d.C.In età tardo-bizantina(tra VIII e gli inizi del IX sec., laddove sorgeva la fattoria, fu costruita una basilica tardo bizantina modificata a pianta longitudinale con tre navate divise da pilastri e nartece frontali che fu modificata tra XIV e XV secolo, quando venne abbassato il piano pavimentale, nel secolo XVI-XVII venne abbandonata e trasformata in un amorfo deposito di pietrame fino al 2007., anno degli scavi.

La presidente Archeoclub di Belpasso
Maria Rosa Vitaliti

BELPASSO – Scavi a Valcorrente

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Gli scavi condotti dalla Soprintendenza ai BB.CC.AAA di Catania nel 2007, con la direzione tecnica  della dott.ssa Maria Turco e la collaborazione delle dott.sse Elisa Bonacini e Lucia Arcifa, hanno portato alla luce , nell’area di un preesistente insediamento  rurale di età ellenistica (IV-II sec.a.C), una grande fattoria romana, conservata solo a livello di muri di fondazione, caratterizzata da molteplici fasi di vita  dal III al VII sec.d.C.In età  tardo-bizantina(tra VIII e gli inizi del IX sec., laddove sorgeva la fattoria, fu costruita una basilica tardo bizantina modificata a pianta longitudinale con tre navate divise da pilastri e nartece frontali che fu modificata tra XIV e XV secolo, quando venne abbassato il piano pavimentale, nel secolo XVI-XVII venne abbandonata e trasformata in un amorfo deposito di pietrame.

Denominazione della Chiesa: Basilica tardomedievale identificata con la “Ecclesia Ss.Marie et Petri de Passu apud Vallem currentem,ricadente apud Castrum Paternionis eiusdem diocesis.

Ubicazione: Contrada Grammena  a Valcorrente territorio di Belpasso.
Orario visita: ore 10.30/ 12.00

Il Presidente  della sede Archeoclub Italia di Belpasso
Maria  Rosa Vitaliti

Associazione Archeoclub

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Archeoclub d’Italia Nasce nel 1971 come Centro di Documentazione Archeologica, con lo scopo di affiancare gli studiosi e gli esperti dell’archeologia nella diffusione della conoscenza del passato. Tra i fondatori ci sono i grandi nomi dell’archeologia, tra cui ricordiamo Massimo Pallottino, Gianfranco Paci, Romolo Augusto Staccioli, e poi, ideatore e promotore instancabile, il filosofo Francesco Berni. Nello stesso anno nascono gli Archeoclub d’Italia, sedi locali che hanno nel territorio comunale la loro base operativa.

La diffusione del patrimonio archeologico e storico-artistico su tutto il territorio nazionale è da sempre la più grande attrattiva dell’Italia, ma è anche la principale causa di difficoltà per la conservazione e la valorizzazione adeguata della nostra immensa ricchezza di arte, di cultura, di civiltà.

Partendo da questa considerazione, i fondatori di Archeoclub d’Italia hanno superato i luoghi comuni di uno sterile e diffuso criticismo e hanno richiamato i cittadini italiani alla responsabilità e al dovere di collaborare con le istituzioni, in primo luogo Amministrazioni locali, Università e Soprintendenze, per la conservazione di un patrimonio che non ha uguali al mondo.

Organizzati in Sedi locali, i nostri volontari operano su un territorio limitato, che conoscono e sul quale possono intervenire con proposte concrete, con attività che risvegliano l’attenzione dei concittadini e li inducono a considerare con occhi diversi l’eredità del passato custodita nei loro paesi.

La caratteristica saliente del patrimonio culturale italiano è, infatti, quella di derivare dalla fusione e naturale omogeneizzazione di culture locali, nate dalle grandi radici classiche greca, romana, bizantina, e poi evolutesi quasi filoni originali dei medesimi valori culturali, infine confluite attraverso il Rinascimento in una cultura nazionale unitaria. Unitaria sì, ma anche sfaccettata e pregna, localmente, dei valori che ogni comunità locale ha derivato e mutuato dal proprio passato.

Per tale motivo non c’è campanilismo nell’agire attenti alle piccole realtà culturali anche comunali, ma anzi ciò esalta il carattere proprio della cultura italiana che così tanto la differenzia dalle esperienze degli altri Paesi.

Non solo: l’azione locale è anche la consapevolezza che un patrimonio così imponente, accumulato in circa tre millenni di storia, può essere conservato soltanto distribuendone la cura fra coloro che sono più vicini ai beni culturali e ne sono i naturali eredi, adattandosi con la massima flessibilità alle esigenze particolari di ogni memoria storica e alle caratteristiche dell’ambiente in cui si è formata.

La nostra Associazione è in grado di offrire alle comunità locali e agli studiosi una grande varietà di professionalità e di competenze diverse, che si rivelano spesso preziose per individuare nuovi modi di promozione e di gestione di monumenti considerati a torto di minore importanza o troppo periferici per una gestione centralizzata.

Operando in modo capillare sul territorio i nostri volontari hanno dovuto approfondire anche l’indagine storica, riportando l’attenzione sugli archivi locali, sia comunali che ecclesiastici, salvandone molti dal degrado e dalla dispersione con un minuzioso lavoro di riordino e di catalogazione.

Le Sedi locali sono sostenute da una intensa attività di coordinamento svolta dalla Sede centrale, che definisce le linee guida della nostra Associazione e individua le tematiche principali su cui far convergere l’impegno dei volontari. Nascono così le nostre “campagne nazionali”, i cui obiettivi sono sempre concretamente legati alla cura del nostro patrimonio culturale. La prima di queste campagne è stata l’”Operazione Conoscenza”, lanciata oltre 30 anni fa come propedeutica all’impegno sul territorio, che proponeva a tutte le Sedi locali un sistema di schedatura veloce dei beni culturali locali, base indispensabile per la programmazione di ogni ulteriore proposta di recupero e di sviluppo.

Un’ultima cosa dobbiamo ricordare, forse la più importante, ed è lo spirito di amicizia e di sincera collaborazione che anima tutti i soci di Archeoclub d’Italia, consapevoli che il contributo di ogni Sede, e di ognuno di noi all’interno delle Sedi, concorre ad accrescere l’insostituibile patrimonio di cultura e di civiltà che abbiamo ereditato dai secoli passati e che è ancora oggi la fonte primaria della nostra identità nazionale.

La Sicilia da valorizzare