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Le meraviglie delle ceramiche di Caltagirone

Dott.ssa Alessandra FotiNell’ambito degli incontri culturali  organizzati dai presidenti  dell’archeoclub di Catania, Giusi Liuzzo e di Belpasso , Maria Rosa Vitaliti, presso l’auditorium della scuola Pizzigoni, è stata ospitata la dottoressa Alessandra Foti, presidente  del Gal Kalat  di Caltagirone, appassionata  divulgatrice di storia  della ceramica  calatina.  Durante la conferenza la relatrice ha illustrato , con il supporto  di interessanti proiezioni, opere ceramiche  che vanno dalla preistoria ai nostri giorni. Genesi  e sviluppo  di una forma d’arte  che fonde in se abilità artigianale  e creatività artistica, sia nella   sua funzione  d’uso quotidiano ma anche  come veri gioielli d’arte scultorea e pittorica. I Presenti hanno potuto apprezzare  come la che adornano  la città di Caltagirone, nei loro storici  giardini , divani in pietra, scolpiti con raffinati capitonnè, accolgono visitatori che giungono da ogni parte del mondo. I numerosi soci hanno ringraziato la dottoressa Alessandra Foti  per averli accompagnati  in questo piacevole percorso culturale tra barocco, e liberty, ceramica e storia, gastronomia, immersi nella natura  rigogliosa ed incontaminata  del distretto culturale  del Sud-Est della Sicilia , dichiarato dall’UNESCO, patrimonio dell’Umanità.

Maria Rosa Vitaliti
Presidente  e consigliere nazionale Archeoclub Area Paesi dell’Etna

VI edizione ” Belpasso sta perdendo la memoria, salviamo il sito storico cisterna regina”

logo Archeoclub Italia

L’acheoclub d’Italia sede di Belpasso , con il Patrocinio del Comune di Belpasso, il Parco dell’Etna, Archivio di Stato di Catania, Parrocchia Maria SS.Della Guardia, ha organizzato tre giornate sul tema” Belapsso sta perdendo la memoria, salviamo il siti storico, cisterna regina, manifestazione giunta alla VI edizione.
Il primo giorno l’archeoclub , insieme agli alunni scuola media statale N.Martoglio, la Misericordia di Belpasso hanno pulito l’altarino Cisterna Regina .
La seconda giornata è stata dedicata  ai documenti chiarificatori da parte dell’Archivio di Stato di Catania su “ le regine di Sicilia: Eleonora d’Angiò e Bianca di Navarra. Coadiuvata da video la dott.ssa Anna Maria Iozzia, funzionario archivista dello Stato di Catania ha parlato su:” Eleonora d’Angiò, pia regina di Sicilia”; il direttore dell’archivio di Stato, dott.ssa Cristina Grasso ha parlato di “ Bianca di Navarra ultima regina di Sicilia”.

Le relazioni sono state intervallate dall’archeologo Pier Paolo Farace, con  canti, diciture e figuranti medievali. A fine conferenza  degustazioni di dolci e bevande medievali, tra cui la torta della regina risalente al 1300 dietro ricerche dei soci archeoclub di Belpasso.La manifestazione si conclude con la visita degli alunni della scula media Martoglio nei luoghi  dove la regina Eleonora si recava a pregare e dove morì, presso il Monastero dei Benedettini di San Nicolò la Rena, oggi parco dell’Etna, grazie  alla disponibolità del presidente , dott.ssa Marisa Mazzaglia, al già on.le Salvo Fleres, e la sig.ra Grazia Ollà, che hanno guidato i ragazzi . Sempre al monastero dei Benedettini,S.Nicolò la Rena, nell’ambito della manifestazione nazionale “CHIESE APERTE, organizzate dal MiBACT (Ministero  dei beni  e delle attività Culturali e del Turismo) e de CEI (conferenza episcopale italiana) hanno guidato e parlato dell’ex chiesa del Monastero, oggi sala conferenza, la cui immagine frontale è San benedetto.
presidente archeoclub Italia, sede di Belpasso e Consigliere Nazionale
Maria Rosa Vitaliti

ArcheoClub Belpasso “conferenza”

BELPASSO– Nell’ambito degli appuntamenti mensili , sulla conoscenza , tutela  e valorizzazione del proprio territorio, la presidente  della locale sede  Archeoclub  di Belpasso e Consigliere Nazionale, Maria Rosa Vitaliti, nell’Auditorium della scuola media statale Nino Martoglio, ha presentato ai numerosi alunni e rispettivi genitori, docenti, soci e la preside Anna Spampinato( nella foto con il relatore , prof. Domenico, Chisari, e la pres. Maria Rosa Vitaliti), l’assessore alla cultura , Barbara Laudani, il prof.. Domenico Chisari che, supportato da diapositive, ha illustrato “ Le Salinelle: beni archeologici, scientifici ed ambientali del nostro territorio, conoscere per tutelare”. Il relatore, Prof. Domenico Chisari, dopo avere fatto   un exursus fotografico sulle Salinelle di S. Marco di Paternò, di San Biagio, a sud-est di  Belpasso, in contrada Vallone Salato, le Salinelle del Fiume, ha spiegato che sono orifici di origine vulcanica. Le Salinelle di San Biagio sono piccoli coni con emissioni di vapore acqueo in ebollizione misto a terra e fanghi, ricchi di  sali di sodio , magnesio ed idrocarburi . L’elevata salinità  delle acque e fango emesse comporta un paesaggio con assenza di vegetazione.Le salinelle di Paternò, a differenze  delle Salinelle di San Biagio di Belpasso, sono più estese.   Secondo alcuni studiosi , la genesi di questi vulcanetti  è quella di natura  magmatica. Il  riscaldamento  prodotto sulle acque delle falde profonde, insieme ai gas  che si liberano dal magma  in raffreddamento sarebbe la causa primaria della risalita  delle acque che, divenute più leggere , s’incanalano nelle spaccature ( o faglie)  fino a raggiungere la superficie. In molti , inoltre hanno notato che questi fenomeni , con getti d’acqua che raggiungano alcuni metri d’altezza, si verifichino in concomitanza con l’attività eruttiva dell’Etna.   Secondo studi e testimonianze antiche, sottolinea il prof. Domenico Chisari,  pare che il fango delle Salinelle abbiano proprietà terapeutiche, infatti nel passato venivano utilizzate per curare sia l’uomo che gli animali  per distorsioni , cicatrizzazioni  di ferite, patologie di tipo reumatico . Le Salinelle del fiume  Simeto , continua il relatore, differenziano da quelle di San Biagio e di Paternò , perché sono  caratterizzati  dai microvulcanetti  che emettono grande quantità di ossidi di ferro, ricoprendo   il suolo  di una colorazione   rosso-sangue. IL prof. Domenico Chisari conclude la sua video conferenza sottolineando come  tutte e tre le Salinelle hanno ospitato insediamenti umani fin dai tempi della preistoria. Da vari scritti si evince che in queste manifestazioni i popoli preistorici riconoscevano la materializzazione di divinità, citate dallo storico greco di Agira Diodoro Siculo, vissuto tra Cesare  ed Augusto, che nell’XI libro della sua biblioteca storica  scrive” per prima cosa vi sono crateri che (…..) emettono sorgenti impetuose  da un’indicibile profondità(….); l’emissione  delle acque è così stupefacente  da sembrare che l’avvenimento sia dovuto ad una forza divina”¸ ed ancora il canonico Giuseppe Recupero, nella Storia naturale e generale dell’Etna , descrive le Salinelle come” piccole fontane che sembrano a prima giunta di una natura assai strana e meravigliosa(….) così sorprendenti , che se mi fosse lecito, vorrei chiamarle con un nuovo e specioso titolo Vulcani d’acqua”.
Il Presidente sede locale di Belpasso
Giornalista Maria Rosa Vitaliti