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Origine della vita

La presidente dell’archeoclub di Catania Giusi Liuzzo, nell’ambito degli incontri culturali del sodalizio ha presentato il dott.re Claudio Bonanno sul tema”: Chi era L.U.C.A. –Origine della vita Il dott.Claudio Bonanno in 29 slides , ha cercato di riportare, all’attenzione del pubblico , un interrogativo che ancora oggi si dibatte fra credenze e …quasi certezze:l’origine della vita sulla faccia della Terra. Secondo un credo religioso per mezzo di un Essere superiore ; secondo altri , dagli spazi siderali più profondi : panspermia ed infine , come afferma la Scienza , tramite un evento casuale nel lungo tempo di ben 13,8 miliardi di anni dal cosiddetto BIG-Bang ( il grande scoppio ). Iniziando con l’idrogeno , di massa intorno ad 1 si formò l’acqua che noi troviamo in abbondanza sulla Terra che dette le condizioni adatte alla formazione della vita. Man mano, nei miliardi di anni, si iniziarono a formare i pianeti, i satelliti, le stelle ,le galassie presenti, nell’Universo più profondo. Continua la lettura di Origine della vita

Il professore Ferdinando Testa presenta: “Il sogno: ombre e luce della Coscienza”

ARCHEOCLUB –  Il sogno accoglie le esperienze di vita legate al mondo della sofferenza psichica e prospetta le diverse possibilità di cura partendo dalla visione junghiana. A parlare è il dott. Ferdinando Testa , psicologo, analista Iunghiano, nell’ambito delle incontri culturale organizzati dalla presidente archeoclub di Catania, Giusi Liuzzo, il quale aggiunge, il sogno alberga nell’animo umano, costella come una linea di confine la relazione tra la vita e la morte, la categoria della necessità e quella della possibilità, invitando il sognatore a raccontare e a raccontarsi usando un linguaggio antico e pregnante, oscuro e ricco di paradossi, enigmatico e prospettico, aprendosi sulla pianura dell’esistenza umana fatta di senso e non senso. Continua la lettura di Il professore Ferdinando Testa presenta: “Il sogno: ombre e luce della Coscienza”

L’archeologa Serena Raffiotta racconta ai soci archeoclub

“il ritorno del Dio greco degli inferi Ade a Morgantina”

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Archeoclub – Nell’ambito degli incontri culturali , la presidente dell’archeoclub di Catania , prof.ssa Giusi Liuzzo , nell’auditorium  della scuola Pizzigoni ha presentato , insieme alla prof.ssa Dora Marchese, ed al presidente  dell’area paesi dell’Etna,Belpasso, Paternò  Adrano, Maria Rosa Vitaliti, l’archeologa , Serena Raffiotta che supportata da diaporama ha spiegato al numeroso pubblico presente “il ritorno del Dio Greco degli inferi <Ade> a Morgantina”.
“Con una rogatoria internazionale avviata nel 2014 dalla Procura della Repubblica di Enna, a parlare è l’archeologa Serena Raffiotta, supportata eccellentemente dalla collaborazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Palermo oltre che dalla disponibilità del Consolato Italiano a Los Angeles e dei vertici del J.P. Getty Museum di Los Angeles, si è finalmente conclusa con il rientro dagli USA il 29 Gennaio 2016 la vicenda della testa di Ade, prezioso reperto archeologico di epoca greca di cui finalmente è possibile ricostruire passo dopo passo la travagliata storia dalla scoperta al rimpatrio. La testa fu trafugata tra il 1977 e il 1978 dal sito di Morgantina, nel cuore della Sicilia, che in quegli anni – parallelamente alle ricerche ufficiali avviate sin dal 1955 – diveniva bersaglio degli scavatori di frodo, autori purtroppo di alcune tra i più sensazionali ritrovamenti nel sito come la coppia di statue degli acroliti, il tesoro di argenti e la colossale statua della dea. Confluita immediatamente nel mercato antiquario, la testa fu acquistata dal magnate americano Maurice Tempelsman e nel 1985 – per il tramite dell’antiquario londinese Robin Symes – acquisita dal J.P. Getty Museum, divenendo uno dei pezzi più prestigiosi della collezione di antichità del museo per via dell’ottimo stato di conservazione dell’originaria policromia (di colore rosso mattone sono i capelli mentre di un vivace azzurro è la barba) e della particolare tecnica di esecuzione. In terracotta modellata a mano e rifinita a stecca, con i riccioli di barba e capelli lavorati uno per uno, la testa apparteneva ad una statua di culto (o busto) di dimensioni naturali databile intorno al IV secolo a.C., raffigurante il dio greco degli Inferi Ade, venerato a Morgantina insieme a Demetra e Persefone. Il culto della triade divina aveva sede in un grande santuario extraurbano nella contrada San Francesco Bisconti, messo in luce casualmente nel 1977 a seguito di scavi clandestini: i ripetuti colpi di piccone dei tombaroli sconvolsero una serie di depositi votivi, riducendo in frantumi terrecotte figurate e protomi, busti e statue di grandi dimensioni, vasellame miniaturistico, tutti manufatti riconducibili alla sfera del sacro. L’allora competente Soprintendenza per i Beni Culturali di Agrigento, intervenuta immediatamente a raccogliere i cocci abbandonati dagli scavatori di frodo, avviò nel 1979 la prima di una serie di intense campagne di scavo protrattesi fino ad anni recenti, grazie alle quali oggi abbiamo del santuario una buona seppur parziale conoscenza che consente di considerarlo il luogo di culto architettonicamente più articolato e monumentale di Morgantina. Il sospetto della provenienza della testa maschile da Morgantina è scaturito recentemente dal confronto del reperto nella collezione Getty con un piccolo frammento di ricciolo azzurro appartenente alla barba del dio, custodito da decenni nei depositi del museo archeologico di Aidone. Abbandonato sul terreno dai tombaroli all’epoca del trafugamento della testa tra il 1977 e il 1978 e immediatamente recuperato dai custodi del sito, nel 2007 il ricciolo fu pubblicato da Serena Raffiotta, archeologa e studiosa di Morgantina, socio del Club per l’Unesco di Enna, nel libro “Terrecotte figurate dal santuario di San Francesco Bisconti a Morgantina”. Successivamente, grazie all’intuizione dell’archeologa palermitana Maria Lucia Ferruzza, che in passato aveva studiato la testa al Getty Museum e che – una volta conosciuto lo studio della Raffiotta – ha immediatamente confrontato il ricciolo azzurro con la barba del dio, sono nati i primi sospetti circa la possibile provenienza da Morgantina del reperto. A seguito dell’esito positivo della comparazione diretta tra i reperti, nel 2013 la potente istituzione museale californiana ha annunciato al mondo la volontà di restituire definitivamente la testa di Ade al legittimo luogo di appartenenza, Morgantina, mostrando con questo gesto il radicale cambio di rotta nella politica di acquisizioni e gestione della propria collezione di antichità. La storia della restituzione di Ade, fatta di casualità e coincidenze, rappresenta una grande significativa vittoria della ricerca archeologica e della legalità.

presidente archeoclub Italia, sede di Belpasso e Consigliere Nazionale
Maria Rosa Vitaliti