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La lava e la fede

Etna in eruzione (1669)
Etna in eruzione (1669)

Itinerario di mezza giornata dalle 09.00 alle 14.00 ( da Belpasso)
Madonna della neveUn percorso che attraversa recenti sentieri ed una parte della Regia Trazzera.
Scorci paesaggistici segnati da tipici elementi rurali e da antiche colate laviche, caratterizzati de significativi elementi naturalistici, per ritrovare luoghi legati ad eventi particolari e talvolta prodigiosi. Fede e  religiosità popolare vengono evocati attraverso un altarino, un’edicola votiva, oppure un antico Monastero, un Santuario Mariano o una piccola chiesetta di campagna.
Monti Rossi – Eruzione 1669: La più terribile delle eruzioni storiche dell’Etna fu quella del 1669, le cui lave raggiunsero Catania.
L’8 marzo dello stesso anno un terremoto distrusse Nicolosi, Pedara e Trecastagni, “nel mattino dell’11 marzo 1669 un’enorme spaccatura si aprì in vicinanza di Nicolosi, precisamente nel punto dove sorgono oggi i cosi detti Monti Rossi”. Nel 1787 durante il suo viaggio in Sicilia, W. Goethe risalì questi monti a dorso di muli.
Etna Sud – Belpasso/Mascalucia/Nicolosi

Trekking a piedi – 3 ore circa, (guida naturalistica anche in inglese/francese)
L’escursione si può effettuare anche in mountain bike.

INFO: Carmelo Nicoloso 3392482300-3421999365

Un occhio di riguardo per chi alloggia in belcasa_logo

ArcheoClub Belpasso

logo Archeoclub Italia

BELPASSO – La presidente dell’Archeoclub sede di Belpasso e consigliere nazionale, Maria Rosa Vitaliti, ha aperto l’anno sociale 2013-2014 nei locali della scuola media statale Nino Martoglio grazie alla disponibilità della dirigente , prof.ssa Anna Spampinato, con la conferenza a cura del prof.re Giuseppe Sperlinga, Cutgana Università di Catania e presidente dell’associazione “ Stelle e Ambiente sul tema “ La grande eruzione dell’Etna del 1669” con la collaborazione dell’archeologo  dott. Iorga Prato. Il relatore ,prof.re Giuseppe Sperlinga, supportato da diaporama ha illustrato agli alunni e pubblico presente nell’aula scolastica, l’eruzione del 1669 sottolineando come sia stato l’evento più distruttivo in epoca storica sull’Etna, durante il quale, in quattro mesi furono eruttati circa 600milioni di metri cubi di lava con un campo esteso di 40 chilometri quadrati  e una lunghezza di 17Km.

Facendo un rapido exursus dei periodi storici delle eruzioni dell’Etna a partire  di quella del 396 a.C a tutte le altre che si sono succedute , il prof. G. Sperlinga ha sottolineato  che da un punto di vista storico  l’eruzione del 1669 è stato l’evento  che più di ogni altro ha inciso sulla storia urbanistica  del versante meridionale dell’Etna, in quanto mutando l’assetto del territorio ne condizionò le linee di sviluppo dell’abitato nei secoli successivi influendo anche sulle attività produttive ed economiche. Così mentre il relatore G.Sperlinga ha esposto  le diverse grotte laviche nel nostro territorio , in dettaglio delle grotte di Belpasso e dintorni spiegandone  la morfologia : da flusso  e da collasso, tra cui la grotta “Taddarita” di Belpasso, la grotta  D’Angela, la grotta di Sciara Galifi, la grotta di Mezzasciara, la gotta delle Palombe , la grotta Piscitello. Alla descrizione  dal punto di vista speleologico , biologico, cioè le forme di vita che abitano queste grotte, l’archeologo, Iorga Prato ha illustrato l’aspetto archeologico delle colate laviche dell’Etna succedutosi nella storia,  evidenziando quella dell’ipogeo di “ Campanarazzu” rovine dell’antica Misterbianco . Gli ambienti sepolti dalla lava del 1669, spega l’archeologo Iorga Prato,a tutt’oggi conosciuti e visitabili sono: i resti della Cappella  della Madonna delle Grazie e la Cappella del Crocifisso. La Cappella della Madonna delle Grazie si trova  sulla parte nord  della Chiesa Madre ( dedicata a Santa Maria de Monasterio Albo, citata in alcuni documenti trecenteschi, in quelli cinquecenteschi citata sotto il titolo  di Santa Maria Delle Grazie), mentre la Cappella del Crocifisso si trova sulla parte sud della Chiesa Madre. Secondo voci non confermate pare che esistano altri ambienti di cui uno di questi conserva  l’affresco  della Madonna. Hanno concluso la conferenza i due relatori, G.Sperlinga e l’archeologo Iorga Prato, augurandosi  che quanto prima vengano effettuati altri scavi  per scoprire questi ipogei  affinchè l’area contrada “ Campanarazzu” possa diventare un parco archeologico alle porte di Misterbianco.

Maria Rosa Vitaliti, presidente  Archeoclub Belpasso